venerdì 22 maggio 2015

Videogiochi e alienazione

Questo argomento non ha a che fare principalmente con i videogiochi violenti, ma volevo parlarne poiché è anch'essa considerata una conseguenza negativa dei videogiochi in generale.

L'alienazione, secondo il pensiero marxista, significa produrre in qualcuno un fenomeno di estraniamento da se stesso.
Nel mondo dei videogiochi, il tema dell'alienazione è molto dibattuto. Si parla di questo argomento soprattutto per quanto riguarda in alcuni videogiochi multi-giocatori , nei quali ci si costruisce il proprio alter ego e una "seconda vita". Il videogiocatore in questo tipo di games si trovano di fronte al computer a comandare il proprio personaggio virtuale / alter ego.
In questi videogames si possono incontrare molte persone, fare conoscenze e amicizie. E' importante sapere che dietro allo schermo ci potrebbe essere il "principe azzurro" come anche un malintenzionato, poiché gli alter ego potrebbero essere ciò che il giocatore realmente è, ciò vuole essere o ciò che vuol far credere di essere. Bisogna essere prudenti!

Ma c'è anche il rischio di identificarsi con il personaggio che si interpreta e si comanda? Che cosa può comportare questo identificarsi?
Giocatori che necessitano il bisogno di scappare dalla propria realtà e monotonia di vita potrebbero identificarsi completamente nel personaggio virtuale. L'alter ego, come già detto qualche riga più sopra, rappresenta quello che il videogiocatore vorrebbe essere. Nel mondo virtuale, infatti, è più semplice esaudire i propri desideri, le proprie ambizioni e ciò potrebbe creare un estraniamento dalla vita reale, con il rischio di rifugiarsi nella vita virtuale e fittizia del videogioco. I giocatori sentono meno i freni inibitori della società ed hanno la possibilità di esprimere ciò che sono realmente.


Simpatica vignetta che allude alla dipendenza dai videogiochi
L'alienazione in questo campo può essere vista come una sorta di rifugio dalla società. L'insicurezza presente nel giocatore può spingerlo a prediligere, a preferire la realtà virtuale piuttosto che la vera realtà, poiché gli offre più possibilità ed esperienze senza le leggi morali e civili della vita reale.
Vivere il mondo reale compiendo degli errori e non permettendo di tornare indietro per sanarli può far soffrire. La vita virtuale invece viene vista come una vita più semplice, indolore, dove tutto è sotto il controllo del giocatore.

Quali sono le conseguenze?
L'alienazione diventa in questo modo uno dei sintomi della dipendenza da gioco che può essere considerata una vera e propria malattia o patologia. Alienarsi diventa una vera e propria forma di dipendenza, un eccessivo attaccamento al gioco. Colpisce gli elemento più deboli della società: i bambini (e non), che sono dotati di poca autostima e trascurati dai genitori.

FONTE: sito Salute & Benessere

Fonti: sito Salute e Videogiochi

mercoledì 20 maggio 2015

Come deve comportarsi il genitore?

Come già detto nei precedenti post, i videogames, anche quelli con contenuto violento, possono essere in ogni caso educativi. Ma per esserlo i bambini devono essere guidati a dovere dai propri genitori.
In seguito riporterò alcune direttive per i genitori perché si assicurino che il loro figlio giochi in tranquillità:
Innanzitutto è consigliabile comprare assieme il videogioco, ma ciò non basta. Il genitore deve controllare, nel momento in cui il figlio comincerà a giocare, come si comporta il figlio e come reagisce al gioco.
Il luogo migliore dove farlo giocare è sicuramente in una stanza visibile al genitore, dove può facilmente controllare e intervenire quando occorre. Se il genitore ne ha voglia può essere divertente e utile partecipare alle sessioni di gioco assieme al bambino, giocandoci assieme oppure anche solo facendo da spettatore. In questo modo si migliorerà il rapporto, il bambino sarà sicuramente felice di giocare assieme al genitore o anche a essere guardato giocare, si sentirà importante. In questo modo il genitore può aiutare a comprendere certe scene del gioco che magari lo lasciano perplesso e con qualche domanda.
E' importante non far giocare il bambino per troppe ore. La cosa ideale sarebbe far sospendere il gioco ogni ora e per qualche minuto, proponendo magari la merenda o altre attività che non comprendano l'uso di apparecchi elettronici. O se si pensa che abbia giocato abbastanza farlo giocare con altri bambini. In questo modo si eviteranno disturbi muscolari e visivi e lo facciamo tenere in contatto con gli amici reali che non devono assolutamente essere sostituiti da quelli virtuali.
Bisogna assicurarsi anche che il bambino non trascuri, oltre agli amici, anche la scuola, lo sport, la lettura o altre forme di distensione indispensabili per i più piccoli. I videogiochi non devono sostituirsi a queste cose che sono molto importanti. Per il bambino deve essere considerato un passatempo, dopo il dovere di studente soprattutto.
Il genitore infine deve aiutare a far comprendere al bambino che il loro videogioco preferito è appunto solo un gioco, non è il mondo reale e come tale va sottovalutato e reso un semplice passatempo, nel quale ci si può divertire uccidendo mostri o persone "cattive" ma al di fuori del gioco vi sono altre leggi, altri principi e valori.
Questa consapevolezza potrebbe portare il bambino ad autoregolarsi su quanto e quando giocare senza più l'aiuto del genitore
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Fonti: Sito Salute e videogiochi

martedì 16 dicembre 2014

I videogames sono diseducativi?

Se non è stato dimostrato che i videogiochi violenti sono pericolosi, ancor meno è stato dimostrato che non lo sono, poiché non tutti i bambini sono uguali. Alcuni bambini infatti possono essere più sensibili alla violenza di altri e quindi essere più vulnerabili.

Se veramente i videogames con contenuto violento non creano disturbi e/o disagi psichici, molti sono comunque considerati diseducativi. Possono trasmettere una visione del mondo sbagliata o comunque non conforme ai valori che i genitori vogliono trasmettere ai propri figli.

  • Mondo reale e mondo virtuale
Attraverso i videogiochi i bambini hanno una visione del mondo, dei valori e delle credenze del tutto personale, senza che il giocatore bambino se ne renda conto. Questo fenomeno può presentarsi in maniera più o meno marcata a seconda del coinvolgimento del giocatore.

Per molti psicologi la pericolosità dei videogiochi non è tanto il rendere il videogiocatore più aggressivo, ma piuttosto il farlo entrare troppo in profondità nella filosofia di vita del videogioco. Il bambino può assorbire una visione del mondo simile a quella presentata nel videogioco che sta giocando.
A seconda del videogioco il bambino ad esempio potrebbe interpretare il mondo come un posto dove si è contro tutti e l'importante per vivere e vincere è sparare e uccidere i nemici. Addirittura questi psicologi pensano che a furia di interagire con i personaggi virtuali del gioco, cambia automaticamente il modo di relazionarsi con le persone reali. O ancora, continuando ad identificarsi con i personaggi virtuali del videogioco si può perdere il reale senso del mondo e quindi il senso della propria vera identità. 
Il mondo virtuale, quindi, se non interpretato a dovere, cioè appunto un mondo finto, può interferire con la reale visione del mondo e sovrapporsi ad essa.
  • I videogiochi che insegnano la storia

videogioco "Mafia II"
Nel videogioco "Mafia" di qualche anno fa il giocatore si trova nel ruolo di un mafioso di Chicago negli anni '30, che deve raggiungere certi obbiettivi (ovviamente illegali), mentre la polizia tenta di fermarlo e i mafiosi rivali vogliono farlo fuori.

"Assassin's Creed" invece è un videogioco ambientato nella Palestina dei crociati. Alcune persone vogliono provocare la guerra tra cristiani e mussulmani e il protagonista deve impedire che ciò avvenga, anche eliminando fisicamente questi guerrafondai.
videogioco "Assassin's Creed"

Entrambi i giochi sopracitati insegnano qualcosa della storia: il primo sulla mafia degli anni '30, il secondo sulle crociate. In entrambi i giochi l'ambiente e riprodotto basandosi sui luoghi reali in maniera maniacale. Sono fedelmente rispettati tutti i più piccoli particolari. Nonostante contengano degli elementi di violenza come combattimenti e sparatorie, questi giochi (come molti altri) insegnano qualcosa della storia.

Perché ciò avvenga però, i bambini in particolare devono essere guidati dagli adulti, come i genitori, a ragionare sul gioco. Purtroppo, lasciati soli davanti al gioco, i bambini che non hanno sviluppato ancora la capacità critica non colgono l'ambientazione del gioco, ma solo gli aspetti superficiali o fraintendendo il messaggio che il gioco vuole dare. Ad esempio descrivendo il gioco come "C'era un mafioso buono che doveva combattere contro i mafiosi cattivi...".

FONTI: considerazioni e conoscenze personali
FONTI: La Città Invisibile, sito di psicologia

giovedì 11 settembre 2014

I videogiochi rendono aggressivi? 2° parte

SECONDA PARTE

I videogiochi sono un fenomeno relativamente recente. Si sa che ne esistono di tipo educativo, di pericolosi e di adatto a soli adulti o a bambini. Alcuni anche sconsigliati a chi ha problemi psichici: depressione, ansia, facile suggestionabilità ecc...

Gli studi sulle conseguenze dei videogames sono ancora pochi e spesso contraddittori, soprattutto per gli effetti a lungo termine. Non si sa ancora in modo certo se effettivamente i videogiochi violenti portano a risultati negativi. Gran parte delle affermazioni sulla presunta pericolosità dei videogames sono basate su osservazioni empiriche. Raramente sono accompagnate da prove convincenti. Molto spesso infatti gli studi sono stati condotti su videogiocatori accaniti e non su bambini che giocano nei momenti di relax sorvegliati dai genitori.



Anche se fosse effettivamente riscontrata una correlazione tra esposizione prolungata al videogioco e comportamenti problematici e aggressivi nei bambini, resterebbe da individuare il rapporto tra causa ed effetto. E' il videogioco che crea bambini problematici, o sono i bambini con delle difficoltà di crescita e di autocontrollo che sono più soggetti a lasciarsi attrarre dai videogiochi?

Molto spesso i bambini che videogiocano molto, non sono molto controllati dai genitori e può essere anche questo che comporta problemi comportamentali di questi bambini.

Non esistono quindi delle prove che i videogiochi violenti rendano i giocatori più aggressivi e più violenti, soprattutto a lungo termine.
Dei ricercatori dell' università di Iowa, in USA sono arrivati alla conclusione che i videogiochi violenti rendono chi ci gioca meno sensibili a filmati che presentano scene di violenza. I videogiochi violenti quindi farebbero sembrare la violenza un po' più normale. Il che può essere positivo, ovvero rendono i bambini caratterialmente più forti e meno suggestionabili; ma anche negativo, poiché i bambini potrebbero considerare la violenza talmente normale da praticarla a loro volta.

Molti psicologi infatti sono certi della dannosità dei videogames, mentre altri sono certi del contrario. Queste opinioni però sono raramente supportate da prove scientifiche e spesso chi le pone non ha nemmeno una conoscenza approfondita del mondo dei videogiochi.

FONTI: La Città Invisibile, sito di psicologia

venerdì 4 luglio 2014

I videogiochi rendono aggressivi? 1° parte

PRIMA PARTE


Nuove ricerche affermano che l'utilizzo di videogiochi violenti rendono il bambini più violento, ostile e aggressivo, a breve medio e lungo termine. Ma cerchiamo di andare più affondo a questo argomento.


La ricerca è stata effettuata da Iowa State University, ad Ames negli Stati Uniti con quelli del Nationale Insitute of education di Singapore, pubblicata su Jama Pediatrics. I ricercatori hanno osservato 3.000 bambini di ambo i sessi dagli 8 anni.

I ricercatori sostengono che l'aggressività si apprende e si accumula con il tempo anche attraverso i videogiochi. Gli effetti dei videogames si accumulano piano piano e persistono negli anni perché agiscono sui meccanismi cognitivi. Non esistono bambini con meno probabilità di diventare aggressivi, tutti apprendono tale stato emotivo e a ugual misura, anche se sono maggiormente i maschi a dimostrarla, probabilmente perché sono quelli che giocano di più ai videogiochi.
Questo studio dimostra che non ne risente solo il comportamento del momento, ma anche il giudizio che i piccoli si fanno sulla violenza, ovvero come un comportamento divertente ed eccitante. L'aggressività può divenire permanente. Questo tipo di videogames sviluppa una attitudine cognitiva verso la violenza e più i bambini sono piccoli e più gli effetti sono dannosi.

Ma secondo i ricercatori della  Iowa State University e del Nationale Insitute of education c'è un modo per evitare l'aumento dell'aggressione nei bambini: a prescindere dal fatto che i videogames violenti non dovrebbero essere dati ai bambini almeno fino ai 10 anni di età, i genitori dovrebbero essere più autorevoli e aiutare i bambini che ci giocano a riflettere, facendoli ragionare sul modo di interagire fra le persone reali e a vedere il bene e il male, non lasciandoli soli di fronte agli schermi di tv e computer.



Per concludere questa prima parte sull'argomento possiamo dire che l'esposizione a videogame violenti è correlata a un aumento sensibile dell'aggressività, ma non coincide in alcun modo col dire che i videogiochi sono la causa di un comportamento aggressivo.

FONTI: sito ANSA, salute e bambini, giochi e sicurezza

lunedì 28 aprile 2014

Quali sono gli effetti dell’utilizzo di videogiochi violenti

Il mercato dei videogiochi in Italia è sempre più in crescita. Nel periodo scolare l’utilizzo dei videogiochi raggiunge livelli elevatissimi: il 96% dei bambini/ragazzi tra i 6 e i 17 anni gioca ai videogames.
Tra tutte le attività ricreative proposte, il 43% dei bambini che giocano ai videogames affermano che questo è il loro passatempo preferito. La maggior parte di questi bambini sono di sesso maschile, ma non si escludono anche molte femmine.




  • Il 22,4% dei bambini trova che i videogiochi violenti siano divertenti;
  • l'8,5% dei bambini ritiene che i videogiochi violenti servano per scaricare la rabbia;
  • il 4,8% dei bambini i videogiochi violenti fanno provare un senso di forza e potenza.



Quali sono gli effetti dell’utilizzo di videogiochi violenti?
Secondo Recenti studi vi sono tre effetti che coinvolgono aspetti dello sviluppo psico-fisico dei bambini:

  • la comparsa frequente di emozioni quali rabbia, ansia e ostilità;
  • il possibile aumento del battito cardiaco, della pressione sanguigna e della produzione dell’“ormone dello stress;
  • l’aumento di pensieri aggressivi e della percezione di ostilità e minaccia da parte dell’esterno, fino all'aumento di comportamenti aggressivi. 
Altre ricerche sostengono che i bambini che giocano con videogiochi violenti tendono ad assumere il peggior comportamento nell'interazione con i pari e vengono giudicati dalle loro insegnanti più aggressivi rispetto ai loro compagni e hanno un rendimento scolastico più scarso. Un uso eccessivo di questi strumenti tecnologici può, infatti, causare una vera e propria dipendenza, mettendo a rischio, oltre alla salute psico-fisica, le relazioni familiari e sociali.

FONTI: sito IPDM - ONLUS

domenica 6 aprile 2014

Presentazione

Quante volte abbiamo sentito parlare su telegiornali, programmi televisivi, riviste e quant'altro della pericolosità dei videogiochi violenti sullo sviluppo infantile?

Questo mio blog ho voluto realizzarlo per cercare di sfatare questo mito. Sono anch'io una appassionata di videogiochi di ogni genere (compresi quelli violenti)  fin da quando ero bambina e, siccome non ritengo di essere diventata una serial killer, presumo che i videogiochi violenti non abbiano una così cattiva influenza sui giovani se educati a dovere dai genitori. Con quanto ho detto voglio intendere che i videogiochi violenti potrebbero essere una causa di disturbo dello sviluppo dei bambini, ma non è la principale. I genitori, quando notano la passione dei loro bambini per questo tipo di intrattenimento, devono educare loro a giocare in modo responsabile e con lucidità. Devono insegnare che il mondo che i loro figli stanno vivendo nel videogioco non è reale, quindi in quel contesto posso fare ciò che più piace a loro, ma ciò,nel mondo reale, invece non è possibile.

Fatemi sapere che cosa ne pensate in attesa del mio prossimo post, dove vi elencherò i pro e i contro dei videogiochi violenti secondo vari psicologi ed esperti.