domenica 27 settembre 2015

Problemi fisici dovuti ai videogiochi

Nei giornali o telegiornali vengono descritti degli episodi di crisi epilettiche dovute ad un uso eccessivo dei videogiochi.Questo tipo di patologia viene chiamata epilessia fotosensibile e colpisce soggetti che sono geneticamente predisposti ad averla.
Successivamente si venne a sapere che non sono i videogiochi a provocare le crisi epilettiche a questi soggetti sensibili, ma qualsiasi schermo luminoso che proietti luci intermittenti, come la televisione e il monitor del computer in generale. Ma vengono considerati fra le cause principali di questa patologia poiché l'uso dei videogiochi prolunga la permanenza davanti al monitor.
Per prevenire questa patologia molto pericolosa bisogna:

  • non avvicinarsi troppo all'apparecchio elettronico come monitor del computer o televisore;
  • Ridurre il tempo di esposizione;
  • Illuminare bene l'ambiente per diminuire l'impatto delle luci intermittenti derivanti dallo schermo.


Vi sono anche molteplici problematiche relative alla vista elle articolazioni motorie che se non vanno prevenute possono nascere e peggiorare.

Ad esempio giocare per un lungo periodo di tempo ai videogiochi, nella stessa posizione, può provocare crampi ai muscoli, dolori di vario genere articolari e muscolari, e disturbi agli occhi, come ad esempio la miopia. ( Queste problematiche possono valere anche per l'esposizione prolungata alla televisione ).
 sindrome del tunnel carpale
In presenza di questi sintomi occorre sospendere immediatamente l'attività e fare dell'attività fisica leggera, come camminare e  fare stretching. Trascurare questi sintomi è pericoloso: può portare a irritazione cutanea e alla sindrome del tunnel carpale, ovvero una infiammazione cronica della borsa tendinea dei flessori, tipica dei soggetti che utilizzano le mani per lavori di precisione e ripetitivi. Altri problemi possono essere la tendinite e l'affaticamento della vista.

Come si fa a prevenire e a combattere queste patologie? Con poche semplici mosse:


  • Evitare di giocare per un periodo troppo prolungato, massimo un'ora;
  • Fare pause di 10 o 15 minuti dopo ogni ora di gioco;
  • Sospendere l'attività prima del tempo se si presenta uno o più dei sintomi citati in precedenza.

FONTE: sito www.ortopediaborgotaro.it

venerdì 22 maggio 2015

Videogiochi e alienazione

Questo argomento non ha a che fare principalmente con i videogiochi violenti, ma volevo parlarne poiché è anch'essa considerata una conseguenza negativa dei videogiochi in generale.

L'alienazione, secondo il pensiero marxista, significa produrre in qualcuno un fenomeno di estraniamento da se stesso.
Nel mondo dei videogiochi, il tema dell'alienazione è molto dibattuto. Si parla di questo argomento soprattutto per quanto riguarda in alcuni videogiochi multi-giocatori , nei quali ci si costruisce il proprio alter ego e una "seconda vita". Il videogiocatore in questo tipo di games si trovano di fronte al computer a comandare il proprio personaggio virtuale / alter ego.
In questi videogames si possono incontrare molte persone, fare conoscenze e amicizie. E' importante sapere che dietro allo schermo ci potrebbe essere il "principe azzurro" come anche un malintenzionato, poiché gli alter ego potrebbero essere ciò che il giocatore realmente è, ciò vuole essere o ciò che vuol far credere di essere. Bisogna essere prudenti!

Ma c'è anche il rischio di identificarsi con il personaggio che si interpreta e si comanda? Che cosa può comportare questo identificarsi?
Giocatori che necessitano il bisogno di scappare dalla propria realtà e monotonia di vita potrebbero identificarsi completamente nel personaggio virtuale. L'alter ego, come già detto qualche riga più sopra, rappresenta quello che il videogiocatore vorrebbe essere. Nel mondo virtuale, infatti, è più semplice esaudire i propri desideri, le proprie ambizioni e ciò potrebbe creare un estraniamento dalla vita reale, con il rischio di rifugiarsi nella vita virtuale e fittizia del videogioco. I giocatori sentono meno i freni inibitori della società ed hanno la possibilità di esprimere ciò che sono realmente.


Simpatica vignetta che allude alla dipendenza dai videogiochi
L'alienazione in questo campo può essere vista come una sorta di rifugio dalla società. L'insicurezza presente nel giocatore può spingerlo a prediligere, a preferire la realtà virtuale piuttosto che la vera realtà, poiché gli offre più possibilità ed esperienze senza le leggi morali e civili della vita reale.
Vivere il mondo reale compiendo degli errori e non permettendo di tornare indietro per sanarli può far soffrire. La vita virtuale invece viene vista come una vita più semplice, indolore, dove tutto è sotto il controllo del giocatore.

Quali sono le conseguenze?
L'alienazione diventa in questo modo uno dei sintomi della dipendenza da gioco che può essere considerata una vera e propria malattia o patologia. Alienarsi diventa una vera e propria forma di dipendenza, un eccessivo attaccamento al gioco. Colpisce gli elemento più deboli della società: i bambini (e non), che sono dotati di poca autostima e trascurati dai genitori.

FONTE: sito Salute & Benessere

Fonti: sito Salute e Videogiochi

mercoledì 20 maggio 2015

Come deve comportarsi il genitore?

Come già detto nei precedenti post, i videogames, anche quelli con contenuto violento, possono essere in ogni caso educativi. Ma per esserlo i bambini devono essere guidati a dovere dai propri genitori.
In seguito riporterò alcune direttive per i genitori perché si assicurino che il loro figlio giochi in tranquillità:
Innanzitutto è consigliabile comprare assieme il videogioco, ma ciò non basta. Il genitore deve controllare, nel momento in cui il figlio comincerà a giocare, come si comporta il figlio e come reagisce al gioco.
Il luogo migliore dove farlo giocare è sicuramente in una stanza visibile al genitore, dove può facilmente controllare e intervenire quando occorre. Se il genitore ne ha voglia può essere divertente e utile partecipare alle sessioni di gioco assieme al bambino, giocandoci assieme oppure anche solo facendo da spettatore. In questo modo si migliorerà il rapporto, il bambino sarà sicuramente felice di giocare assieme al genitore o anche a essere guardato giocare, si sentirà importante. In questo modo il genitore può aiutare a comprendere certe scene del gioco che magari lo lasciano perplesso e con qualche domanda.
E' importante non far giocare il bambino per troppe ore. La cosa ideale sarebbe far sospendere il gioco ogni ora e per qualche minuto, proponendo magari la merenda o altre attività che non comprendano l'uso di apparecchi elettronici. O se si pensa che abbia giocato abbastanza farlo giocare con altri bambini. In questo modo si eviteranno disturbi muscolari e visivi e lo facciamo tenere in contatto con gli amici reali che non devono assolutamente essere sostituiti da quelli virtuali.
Bisogna assicurarsi anche che il bambino non trascuri, oltre agli amici, anche la scuola, lo sport, la lettura o altre forme di distensione indispensabili per i più piccoli. I videogiochi non devono sostituirsi a queste cose che sono molto importanti. Per il bambino deve essere considerato un passatempo, dopo il dovere di studente soprattutto.
Il genitore infine deve aiutare a far comprendere al bambino che il loro videogioco preferito è appunto solo un gioco, non è il mondo reale e come tale va sottovalutato e reso un semplice passatempo, nel quale ci si può divertire uccidendo mostri o persone "cattive" ma al di fuori del gioco vi sono altre leggi, altri principi e valori.
Questa consapevolezza potrebbe portare il bambino ad autoregolarsi su quanto e quando giocare senza più l'aiuto del genitore
.

Fonti: Sito Salute e videogiochi