domenica 3 gennaio 2016

La dipendenza da videogames

Sebbene in psichiatria il termine “dipendenza” è considerato in una maniera molto precisa e quindi tecnicamente errato in questo caso, ben presto potrebbe essere considerato una vera e propria malattia psichiatrica.
Considerata sia un disturbo a sé, sia come sintomo di altri disturbi più conosciuti come ansia, depressione ecc... la dipendenza da videogames è molto seria. Molti bambini, anche di età prescolare, mostrano un desiderio ossessivo di videogiocare, un desiderio talmente forte da interferire con le normali attività quotidiane del bambino, come studiare, stare con i propri genitori e gruppo dei pari.
Sebbene non sia così in tutti i casi, i videogames attraggono molto i bambini, e sembra che non appaghi il desiderio, ma anzi, lo accresca.
Come per la dipendenza da droghe, alcol e nicotina, la dipendenza dai videogiochi sembra alienare chi ci gioca, lo fa entrare in un mondo tutto suo, lo fa allontanare dalle preoccupazioni e i doveri quotidiani e fa stare bene, crea emozioni positive. Ma chi gioca dopo essere stato per un po' di tempo senza questo senso di benessere per riacquistarlo gli occorrono dosi sempre maggiori del mezzo che gli produce tale benessere, fino a diventarne totalmente dipendente. Il videogiocatore comincia così a stare male se non può giocare e gli occorrono dosi sempre più grandi e forti per poter stare bene.
Purtroppo possiamo dire che questa dipendenza ora viene addirittura avvantaggiata grazie alla tecnologia dei giorni nostri, e quindi al cellulare. Comodi da portarli ovunque, i cellulari offrono a chi è dipendente dai videogiochi l'opportunità di giocare anche se non è a casa, come a scuola, al parco, in autobus ecc... A causa di questo è più difficile evitare di usare in modo troppo prolungato ed eccessivo i videogames (così come l'uso del cellulare in sé ).
I sintomi che vengono descritti possono essere paragonabili a quelli della dipendenza da internet:



  • Il bambino dedica moltissimo tempo a videogiocare (o lo dedicherebbe se non gli fosse  impedito);
  • gioca di nascosto dai genitori, educatori o insegnanti;
  • trascura le altre attività, compresi gli impegni scolastici;
  • mostra una caduta nel rendimento scolastico;
  • quando può scegliere, preferisce videogiocare piuttosto che passare il tempo con gli amici;
  • mostra un ritiro dalle altre attività sociali;
  • tende ad essere irascibile ed irritabile o addirittura aggressivo quando non può giocare;
  • si arrabbia quando lo si interrompe mentre gioca, o quando gli si impedisce di giocare;
  • i pensieri e le fantasie sono focalizzati sul gioco, anche quando svolge altre attività;
  • cerca di procurarsi videogiochi sempre nuovi, o insiste perché glieli comprino;
  • spende somme considerevoli di denaro (se ne dispone) per i videogiochi;
  • presenta alterazioni o anomalie nelle abitudini (alimentazione, igiene personale, funzioni fisiologiche, sonno);
  • presenta sintomi fisici quali mal di testa, di schiena, dolori al collo, arrossamenti agli occhi, disturbi della vista, sindrome del tunnel carpale (come ne abbiamo parlato in un post precedente).


Sebbene non ritenga positivo l'uso eccessivo dei videogiochi, posso dire che ai giorni nostri è fin troppo facile abbusarne e perciò facente parte della nostra quotidianità. 

FONTE: sito città invisibile.it

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